Tiramisù in autostrada

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Contro l’abbandono dei cani: Tiramisù, lettera immaginaria di un cane sull’autostrada

Mio migliore tra i migliori amici, Carissimo,

se ne fossi capace, ti scriverei questo pochi minuti dopo la tua partenza; voglio che tu sappia che capisco perfettamente le tue ragioni, e per questo ti aspetterò pazientemente finché vorrai. Finché, almeno, qualcun altro non mi porterà via, mi condurrà sotto il suo tetto ed io lo chiamerò Carissimo. Per favore, non ti arrabbiare se ti dico questo, per me tu sei e sarai sempre un amico speciale, ma cerca di capirmi: ho tanto, tanto, tantissimo bisogno di compagnia, al punto che ora, solo per questo breve tempo lontano da te, mi sento malissimo. Vorrei che tornassi presto, così non dovrò essere di nessun altro.

Sono triste, però ho capito che questa punizione è giusta; ora che mi hai dato l’occasione di rifletterci, mi rendo conto di quanto io sia stato insopportabile ed egoista: mi ricordo quando ero piccolo, tu avevi lasciato per terra le scarpe da ginnastica nuove che amavi tanto, ed io di nascosto le ho rosicchiate tutte. Hai urlato e pianto tanto, per colpa mia; non hai più voluto accompagnarmi fuori, e avevi ragione. So che non serve a molto dirlo adesso, ma mi dispiace, credimi; avrei voluto scusarmi allora, ma non capivo niente e avevo paura. Ad un certo punto gridavi così forte che mi sono messo a piangere anch’io.

Ora mi accuserai di voler risolvere tutto con i sensi di colpa tardivi, penserai che sto facendo la vittima e voglio capovolgere la situazione. Ti prevengo, perché non è così; conosco le mie colpe: non so quante volte ho masticato le tue costruzioni, oppure ho sporcato il pavimento di fango, o abbaiato mentre sentivi la musica. Tutti voi mi avete ammonito, sgridato, colpito con il giornale, ma io non ho neppure cercato di cambiare. Per la mia sciocca testardaggine, vi ho costretti a punirmi in questo modo; non verrò in vacanza con voi, e mi sta bene. Perciò ora mi siederò qui, sul cemento caldo, e sconterò il giusto castigo.

Quando tornerai però saprò comportarmi meglio. Diventerò un cane obbediente, sarai fiero di me. Per prima cosa cercherò di non tirare più il guinzaglio, così vorrai di nuovo passeggiare con me, quindi smetterò di farti arrabbiare e sarò più tranquillo. Spero che così mi perdonerai prima o poi; magari ci vorrà del tempo, ma so che mi vuoi ancora bene e questo mi basta. Intanto ti rinnovo tutte le mie scuse, e attendo il tuo ritorno.

Il tuo affezionato e sempre fedele

Tiramisù

Chiara Tremaroli