Lettera al mondo

Dialogo con il mondo imm.

Gentile Mondo,

Scrivo per dirle che non c’è proprio umiltà in lei; l’ho cercata tanto e non ne ho trovato una briciola. Assente; sparita. Forse non sarà d’accordo, ma la mia conclusione è questa, e sono la prima ad esserne delusa. Se ci riflette un attimo, mi darà ragione. Sua,

Autrice

 

Gentile Autrice,

non crede di giudicarmi con un po’ troppa fretta? E’ chiaro che non mi conosce ancora. Ho così tanta gente, tante realtà, e non mi mancherà di certo quello che cerca. Secondo me, non è affatto difficile trovare persone umili: che mi dice, ad esempio, dei missionari? O di chi fa beneficenza? Uomini che aiutano e salvano altri uomini. Io lo trovo meraviglioso. Non è un bell’esempio? Suo,

Mondo

 

Gentile Mondo,

E’ un bellissimo esempio, sì, ma di carità e generosità. Di certo serve anche un pizzico di umiltà per fare tutto questo, ma tenga presente che lo scopo della mia ricerca è l’umiltà pura, non mescolata ad altre virtù. “Umiltà” non significa “bontà”, e credo sia molto meglio così: immagina un se stesso in cui il buono sia raro quanto l’umile? Sua,

Autrice

 

Gentile Autrice,

Lei è un caso difficile, vedo. Sono ancora convinto che il mio esempio sia valido, ma se vuole l’umiltà in se per se, la accontento subito: i nomi di San Francesco e Gandhi, tanto per dirne due, non le sembrano più che appropriati? Hanno vissuto le loro vite in povertà, come i loro seguaci, e affrontato molte avversità per difendere la loro causa, senza pretendere nulla in cambio. Più umile di così! Suo,

Mondo

P.S.: Ci ho pensato un po’, e credo che se dovessi ricevere bontà con il contagocce l’umanità non durerebbe un altro secolo. Perché mi fa venire certi pensieri?

 

Gentile Mondo,

Mi dispiace averla suggestionata (anche se la cosa in fondo mi diverte), e devo dirle che in fondo quello che afferma è giusto. Però, credo che non si tratti ancora di umiltà pura: io ora immagino due uomini con un’immensa folla alle spalle, che si aspetta da loro una guida ed un riferimento. Quello che hanno fatto questi uomini è diventare immagini tangibili delle loro idee, l’umile che predica umiltà ed incita gli altri ad imitarlo. E’ bellissimo, ma qui parliamo di insegnamento dell’umiltà, di ostentazione, per rendere migliore la vita altrui; a questo punto però ricadiamo sul versante generosità. Oltretutto, gli interessati sono morti da un pezzo. Non abbiamo niente di più moderno? Secondo me non dovrebbe essere indispensabile diventare una guida spirituale per risultare umili. Pensavo piuttosto al quotidiano, ad una situazione in cui questa virtù compaia senza alcuno scopo, solo per dimostrarci che esiste. Lei che ne pensa? Sua,

Autrice

 

Gentile Autrice,

Tralasciando di discutere la questione dei santi, che ci farebbe perdere troppo tempo, in effetti la vita di tutti i giorni sarebbe un bell’esempio. Però in questo mi trovo un po’ impreparato, ora non ho esempi specifici da mettere in tavolo. Mi lasci riflettere ancora qualche tempo, sono sicuro che qualcosa troverò. Suo,

Mondo

P.S.: Possiamo darci del tu?

 

Caro Mondo,

Certo che possiamo; in fondo, anch’io faccio parte di te, è come se ci conoscessimo da sempre. Tornando alla questione principale, devo dirti che io ho pensato a lungo a come potesse manifestarsi l’umiltà in un momento qualunque, ma ho rinunciato. Per quante situazione esamini, c’è sempre davanti un’altro sentimento, e su questo sono crollata. Purtroppo, non vedo umiltà nei comportamenti, e se anche provassi a chiedere in giro chi abbonda di questo pregio non verrebbe certo a vantarsene. Secondo me, è una causa persa. Tua,

Autrice

 

Cara Autrice,

Ho appena trovato la risposta al nostro caso! me l’hai suggerita tu adesso. E’ proprio per questo che non riusciamo a vedere umiltà nel quotidiano: perché la vera umiltà è così modesta che non si percepisce dall’esterno. Se un uomo capace mette da parte tutti i giorni vanità e superbia, e si dedica al lavoro dando il massimo, ma prende atto che le sue capacità, per quanto brillanti, hanno dei limiti, noi non lo sapremo mai. Eppure succede! Ne ho tanta di gente così, più di quanta tu possa credere. In fondo l’umile non è per forza prodigo, o santo, è solo una persona normale che conosce se stesso, senza sminuirsi ne sopravvalutarsi. Non credi che sia così?

 

Chiara Tremaroli

 

Il testo è stato pubblicato, con alcuni tagli, sulla rivista UT, nel numero di aprile “L’umiltà”. Qui ripropongo la versione integrale. Per saperne di più, seguire il link: http://www.letteraturamagazine.org/