Uno sguardo al futuro: l’informazione di domani

Chinese democracy, Zino art, print and lego

Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare.” (Paul Watzlawick)

Ai nostri giorni televisione, giornali ed internet sono un calderone traboccante di notizie; dallo scandalo politico ai segreti per un’alimentazione sana, dalle stragi in Siria ai google glasses, la frenesia delle news si è insinuata con forza nella società odierna.

Internet, fra tutti, fa la parte del leone: le piattaforme virtuali, nate dall’esigenza di condividere e ben nutrite dai guadagni, sono ad oggi il punto di incontro tra gli antipodi degli stili letterari: da un lato Twitter, promotore della frase minima, dall’altro i blog, con testi spesso ampi, documentati e di buona qualità.

La comparsa dei blog, in particolare di stampo politico, è stata in parte una risposta alla crescente richiesta del lettore, in cerca di informazioni al di la dello scandalo giornaliero: la corsa alla notizia, negli ultimi anni, ha deteriorato la struttura dei quotidiani; le pagine abbondano di articoli dal tema accattivante, ma estremamente poveri di contenuti, frammentari se non fuorvianti, che non forniscono un quadro generale della situazione.

Nei prossimi anni, i giornali preferiranno sempre più la rete alla carta; a quel punto inizierà l’inevitabile scontro con migliaia di blogger concorrenti, settoriali ma ben documentati. Se i siti votati alla discussione politica sono per lo più faziosi, polemici, spazi specializzati in libri, cucina e tecnologia possono invece rappresentare una forte concorrenza.

Questo potrebbe essere l’incentivo giusto per un ritorno all’informazione di qualità: ampi reportage sul campo in politica estera, un lessico più variegato e meno freddo, giornalisti carismatici che conquisteranno i lettori parlando in prima persona.

Già nel mondo televisivo la miscela di carisma e simpatia ha dato frutti rilevanti: basti pensare a “Che tempo che fa”, dove la passione professionale si accompagna ad una sana, contagiosissima voglia di divertirsi, che ha già conquistato milioni di telespettatori. Dall’altra parte, Twitter e Facebook stessi hanno già dato il via ad un ritorno al buon linguaggio: sembra paradossale, ma trovandosi davanti alla necessità di esprimersi in pochissime parole, i giovani condensano emozioni e pensieri in frasi cariche, aforismi, poesie. Profili zeppi di frasi d’amore, sfoghi, rimpianti si susseguono interminabili:

E’ stata dura rialzarsi e non senza delle cicatrici che porterò per sempre con me… Ma penso siano quelle cicatrici a renderci migliori… migliori di chi preferisce andare che restare…Quello che conta è SAPERE SEMPRE CHI SIAMO E COSA VOGLIAMO DAVVERO...” (Paolo, Facebook)

Questi stessi giovani, in futuro, apprezzeranno di leggere articoli corti, ma densi e significativi, così come sono abituati a trasmettere:

D’Alema se gli chiedi come sta mi sa che prende e ti denuncia, così, perché in fondo gli piace. Altri giocano a tennis. (Matteo, Facebook)

Coinvolgimento è quindi, a mio giudizio, una delle parole chiave per l’informazione del futuro, non solo attraverso scoop sensazionalistici, ma con l’affermazione di personalità competenti.

In quanto ai mezzi di diffusione dei contenuti di tendenza, probabilmente la notizia è destinata a diventare sempre più simile alla pubblicità: come per qualsiasi prodotto commerciale, verrà il giorno in cui notizie a misura di un target specifico di lettori verranno pubblicizzate in base alle informazioni dei profili. La giusta notizia per la giusta persona, finché nuove tendenze non prenderanno piede.

 

Chiara Tremaroli

L’immagine è un’opera dell’artista Luigi Franchi, in arte Zino. Per maggiori informazioni sulla sua produzione, visitate il suo sito: http://www.zinos.org/