Diario di viaggio: Internazionale a Ferrara

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Stavolta ho deciso di assistere all’Internazionale di Ferrara. Internazionale, perché è stato organizzato dal settimanale “Internazionale”, e in più coinvolge anche ospiti di altre nazioni.

Si tratta di un festival giornalistico della durata di tre giorni, con vari eventi nel centro di Ferrara. Vorrei parlare degli stand ai quali ho assistito, del perché fossero interessanti, ma non posso.

Non ho potuto vedere nessuno degli eventi che mi incuriosivano di più, a causa della bassa capienza delle sale: 50 posti, poi nessun altro poteva entrare, per rispettare le norme di sicurezza. Credo che i partecipanti al festival fossero circa quattrocento, se non di più.

Non c’era alcun modo di prenotare, l’unico modo per assistere alla manifestazione di proprio interesse era presentarsi davanti all’ingresso con circa tre quarti d’ora di anticipo ed aspettare in fila sotto la pioggia; alla pioggia hanno assistito tutti, è cominciata in mattinata e non si è fermata per tutto il giorno. Finissima, così leggera da volteggiare al vento come neve, scendeva con un ritmo tanto monotono da non fermarsi ne aumentare nemmeno una volta nell’arco di otto ore. Ore in cui la maggior parte degli ospiti si è trovata a vagabondare per il centro senza poter vedere ciò per cui era lì.

Fortunosamente, ho assistito ad una conferenza di scrittori indiani sulle loro ultime pubblicazioni; discorrevano in inglese, ma indossando delle cuffie tutti i loro discorsi venivano tradotti in simultanea; parlavano di storie della loro patria, racconti surreali, novelle tradizionali destinate ad essere dimenticate. Tutti condividevano il desiderio di condividere la cultura natia con il mondo.

Nel pomeriggio era previsto un incontro per illustrare i meccanismi dell’editoria di Internazionale; la caratteristica più interessante è come l’Internazionale affidi una parte considerevole degli articoli ad inviati e giornalisti stranieri, cercando di riportare notizie estere dettagliate; molti altri giornali preferiscono invece tradurre pezzi di riviste straniere senza documentarsi di persona.

Lo stand successivo non ha catturato altrettanto il mio interesse: speravo di sentir parlare di recensioni letterarie, ma l’oratore si occupava essenzialmente di film. Un incontro istruttivo, comunque, giudicare una pellicola necessita di confronti ed esperienza.

Nei momenti liberi tra questi tre eventi sono anche riuscita ad infiltrarmi in altrettante conferenze, ma solo nell’ultimo quarto d’ora. Non ho potuto ascoltare granché…

In sintesi, la giornata non è stata sprecata, ma avrebbe potuto essere molto migliore; la cosa più bella che ho trovato a Ferrara sono gli autisti dei pullman: tutti quelli che ho incontrato erano gentili e disponibili, molto simpatici. Per concludere, se devo dare un consiglio, suggerisco di evitare l’Internazionale di Ferrara finché non sarà gestito meglio. Nel frattempo, il festivaletteratura di Mantova è interessante, a misura di pubblico e merita di essere visto.

Chiara Tremaroli

Per saperne di più:

http://www.internazionale.it/festival/